creatività,  spiritualità

Riflessioni dal bosco

Ognuno dovrebbe avere un ruolo in una comunità scelta in base alla propria volontà e ai propri talenti.

Ho notato e ne sono molto felice che nei paesi più piccoli come quello dove vivo ora questo esiste. Ognuno ha un mestiere diverso e si qui forse esistono ancora i mestieri è quello del pittore / pittrice   è quasi sempre presente.
Qui ovviamente ci sono tanti anziani ma quando gli dico che lavoro faccio non mi guardano storto o come se fossi una scansafatiche ma mi guardano anzi con ammirazione perché nel paese di un tempo c’era il fabbro, il calzolaio, il medico, il maniscalco, la sarta…. E anche il pittore. Poi certo magari quest’ultimo lavorava anche nel proprio campo. Ognuno aveva un ruolo importante e utile. L’altro giorno ho letto un articolo su un blog che seguo, che regalava proprio questa chicca: riesci a trovare chi fa un lavoro davvero utile?
In natura invece è ancora meglio: non c’è bisogno di essere accettati, tutto è in connessione, tutto è libero di essere ciò che è. Ogni parte è perfetta così com’è. In natura  non si svirgola per un emoticon postata male, non si giudica senza comprendere, non  vai bene un giorno si e l’altro no.
La natura è onesta, autentica. Mi sento molto a mio agio lì. Nei boschi respiro, mi sento libera, supportata, accettata.
Non devo dimostrare di valere, di aver fatto le scelte giuste.
Nel mio cambiare paese e un po’ stile di vita c’era anche tutto questo discorso a motivarmi. Ed è un cammino bellissimo perché aiuta a spogliarsi sempre più da schemi mentali rigidi e libertà personali impercettibili violate.
Oggi più che mai.
Anche nella pittura cerco di raggiungere un maggiore libertà e di trasmettere tutto ciò con il mio lavoro. Mi sento acquerellista ma non per questo mi voglio cucire addosso un’etichetta rigida su un argomento così vasto e creativo. Non lo fate nemmeno voi. Chi ha frequentato i miei laboratori mi avrà sentito spesso pronunciare le parole: “se volete farlo a modo vostro ben venga!” .
Non equivale a evitare di condurre l’allievo nella fase tecnica, ma a percepirsi in una situazione di non giudizio e di intuito semmai. Se sento dentro di me di usare un colore piuttosto che un altro o una tecnica invece di un’altra.. ottimo! Sperimentiamo! E apriamoci alle possibilità non preconfezionate.
Ripeto… oggi più che mai.
Vi abbraccio con uno squillante magenta della Nigritella (un’orchidea che ho potuto ammirare ieri a 2300 mt)

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