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La forza dell’autenticità

Museo nel bosco

È passato più di un mese da quando mi sono insediata a Vaie, paesino della Val Susa. Ho creato il mio spazio, chiamato in piemontese Oficina Salvaj, officina selvatica.
Qui c’è un mondo da imparare. Fiori, alberi, farfalle, uccelli, dialetti, modi di vivere.
È un po’ come ricominciare da capo. Si hanno mille opportunità davanti.
Mi sento a volte strana ad aver fatto una scelta così..ma poi qui vedo e conosco altrettante persone singolari e mi sento nel posto giusto. Anzi a volte ho proprio la sensazione che in questo luogo si rifugino uomini e donne particolari, che hanno percepito quell’energia viva, che li porta ad una continua ricerca e distanziamento sociale. Scostarsi da quella società che ci vuole come pedine inconsapevoli.
Qui amo la comunità in cui sono immersa. Ogni volta che chiedo o mi serve qualcosa c’è sempre qualcuno pronto a darmi un aiuto e con poco riesco a ricambiarlo. Sento la natura intorno a me anche quando vado al supermercato vicino alla statale. I cieli sono aperti, sempre diversi, pieni di intensità e forza. Il verde impera e fa vibrare la mia anima innalzando la mia energia interiore.  Le verdure non le ho praticamente mai comprate, perché c’è sempre qualcuno che mi porta qualche frutto del proprio orto, i sapori sono amplificati, veri, autentici. I pomodori sanno di pomodori e non di acqua.
Non mi accorgo neanche di non avere la TV. Da due giorni mi hanno regalato una radiolina anni 90 con la rotellina per cambiare stazione che fa da sottofondo mentre lavoro. Adorabile. Mi riporta indietro all’adolescenza e a gesti più semplici. Non ho un giardino, ma ho un cortiletto delizioso dove c’è nonno Bruno che fa le sue difficilissime parole crociate tra un Barbera e l’altro, nonna Teresa che vorrebbe tanto accarezzare le mie gatte perché ha nostalgia del suo “piccolo” che non c’è più, e fa la maglia sotto la tettoia grande (ma solo punto dritto!), oppure legge.
Poi c’è Massimo,  generoso biciclettaio che è sempre pronto a dare una mano senza volere nulla in cambio. E il signor Renzo e la sua famiglia, persone speciali. Lavorano e faticano tutto il giorno e non si lamentano mai. E ancora c’è Stefania, donna tosta, carismatica e molto affettuosa che mi presenta sempre persone interessantissime con le quali fare rete. Il chiosco immerso nel bosco che gestisce con grande maestria è una calamita per incontri speciali.
È come quando uno va in vacanza. Quelle vacanze adolescenziali dove nulla è più come prima, e ti cambia qualcosa dentro.
Mi sono resa conto di portarmi dietro un bel bagaglio ingombrante dalla città. Una frenesia inconsapevole dalla quale è difficile staccarsi totalmente. Bisogna reimparare dei tempi nuovi. Ascoltare il vento muovere le foglie sdraiati in un prato. Guardare le nuvole avanzare inesorabilmente e il loro posizionamento sulle cime per capire le prossime condizioni metereologiche. Riempirsi gli occhi di un cielo notturno puntinato di stelle. Sentire l’odore della terra quando piove.
In attesa di osservare il passaggio tra estate e autunno mi lascio ondeggiare nel cambiamento, condizione che tanto amo.
Un abbraccio  Bruno van dick color della terra,
Valentina,
Seminatrice di creatività

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